Cosa serve, cioè che documenti servono, per fare un atto?

Premesso che il Notaio naturalmente può procurarsi autonomamente tutta la documentazione necessaria per verificare la natura del bene (contratti di provenienza, visure camerali o catastali) è chiaro che fornire i documenti in proprio possesso accelera i tempi e riduce i costi della pratica.

I certificati anagrafici e di stato civile (certificati di residenza, di matrimonio, di stato di famiglia) devono essere chiesti direttamente dalle parti in quanto molte amministrazioni non li rilasciano se non ai diretti interessati.

Per esempio, in caso di compravendita immobiliare il cliente può autonomamente reperire:

Documento d’identità e codice fiscale

Certificato di stato libero o l’estratto dell’atto di matrimonio

Atto di provenienza

Planimetrie o mappe catastali

Per le agevolazioni prima casa il certificato di residenza

Per alcuni terreni e fabbricati rurali: il certificato di destinazione urbanistica

Per i fabbricati: gli estremi delle concessioni edilizie o le concessioni in sanatoria o le richieste di condono.

…e l’autocertificazione?

Il Notaio, che è pubblico ufficiale ma non ufficio pubblico, non è obbligato ad accettare l’autocertificazione in sostituzione di certificati richiesti, a differenza di un ufficio pubblico che può ricevere solo autocertificazioni.

Gli uffici pubblici infatti possono e devono verificare internamente le autocertificazioni dopo che sono loro presentate. Il Notaio deve invece verificare in modo certo alcuni requisiti prima della stipula.

E’ facile intuire il perché: dato che la gran parte dei certificati serve per accertare il diritto a particolari agevolazioni fiscali e dato che in caso di dichiarazione mendace o errata le maggiori imposte verrebbero chieste dalla Pubblica Amministrazione a entrambe le parti, il Notaio deve garantire al di là di ogni possibilità di errore la correttezza dei dati anagrafici e civili, in particolare a tutela della parte che per la concessione delle agevolazioni dipenderebbe dalle “dichiarazioni” resa dall’altra.

Va segnalato infine che anche se recentemente è stato stabilito che non possono più essere rilasciate certificazioni destinate agli uffici pubblici esiste una deroga specifica (comma 5, art. 6, Decreto Legge 2.3.2012 n.6 in deroga all’art.40 del decreto del Presidente della Repubblica 28.12.2000 n.445) per certificati da presentare alle Conservatorie dei Registri Immobiliari.

Cosa significa tutto ciò?

Che i certificati e gli estratti di morte richiesti per le pubblicazioni di testamento o per le accettazioni di eredità che vadano trascritti devono continuare ad essere rilasciati senza difficoltà e in esenzione di bollo!